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UN GIOIELLO NEL CUORE DEL MEDITERRANEO
L’arcipelago eoliano, composto da sette isole principali situate nel Mar Tirreno presso la costa settentrionale della Sicilia, si candida a diventare la più estesa Aria Marina Protetta del Mediterraneo. Le tre isole più grandi sono Lipari, Salina e Vulcano, allineate da Sud verso Nord; più a ovest si trovano Filicudi e Alicudi mentre verso Nord-ovest c’è Panarea, con gli isolotti di Basiluzzo, Lisca Bianca e Dattilo, e infine Stromboli, con lo scoglio denominato Strombolicchio.
Le Eolie costituiscono un ambiente davvero unico, dove caratteristiche comuni convivono con gli elementi propri di ogni singola isola.
Tutte le isole hanno aspetti di grande pregio naturalistico e talune presentano forti concentrazioni di nicchie e di biotopi in aree limitate.
A causa della notevole antropizzazione delle isole un ruolo rilevante è svolto dalle formazioni più o meno nitrofile legate ad ambienti colturali o comunque influenzati dall’uomo.
Un aspetto importante è che, data la limitatezza del territorio di ogni singola isola, gli aggruppamenti vegetazionali sono quasi tutti interessanti, perché direttamente coinvolti in fenomeni di competizione e compenetrazione che favoriscono la dinamica della vegetazione.
La popolazione complessiva di Falco eleonorae presente sull’isola conta circa 150 coppie ed è stata ritenuta rara dagli autori dell’ultima “lista rossa” degli uccelli siciliani.
NATE DAL FUOCO. LA GENESI DELLE SETTE ISOLE
Le sette isole sono tutte di origine vulcanica e un’origine simile è stata attribuita anche ad alcuni “seamount” (rilievi sottomarini che si elevano per più di 1.000 m dal fondo marino circostante) appartenenti all’arco calabro peloritano.
La disposizione delle isole, simile ad una grande “Y” adagiata in modo parallelo alla costa tirrenica della Sicilia, individua una linea definita dalla dorsale che fa da confine tra la zolla africana e quella eurasiatica.
L’arcipelago è rappresentato dalla sommità dei coni vulcani, costituiti prevalentemente da rocce magmatiche originatesi in seguito alle numerose attività eruttive ed esplosive che si sono via via succedute nel tempo. Gli agenti meteorici hanno determinato una progressiva erosione dei crateri con il crollo, lo sprofondamento e l’obliterazione di quelli più antichi. Si riscontrano, inoltre, fenomeni di attività endogena secondaria, come sorgenti termali e fumarole, presenti su quasi tutte le isole. In particolare Vulcano ha un cratere attivo, Vulcanello, mentre Stromboli presenta una bocca eruttiva più o meno costante. Proprio questa particolare catena di vulcani ha consentito che l’UNESCO riconoscesse le Eolie come “Patrimonio dell’Umanità”.
Il clima dell’Arcipelago Eoliano data la scarsità di precipitazioni, con una temperatura mite in inverno e non eccessivamente elevata in estate, è notevolmente arido, se pur mitigato dalla piacevole frescura delle brezze marine.
L’UOMO E LE EOLIE. UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO
La particolare collocazione geografica e le stesse risorse derivanti dai fenomeni del vulcanismo, prima tra tutte la presenza del vetro vulcanico, l’ossidiana, ha fatto delle Eolie occasione di insediamento umano sin da epoche antichissime.
Dai villaggi neolitici di Lipari, Panarea, Filicudi, attraverso la civiltà greca e fenicia, quindi successivamente romana sin alle culture più vicine alla nostra epoca da quella normanna a quella aragonese e spagnola, le Eolie hanno attraversato e registrato con alti e bassi tutte le vicende della storia del Mediterraneo. Esse costituiscono un laboratorio continuo di civiltà e stratificazione.
E’ doveroso segnalare la presenza di aree archeologiche di massima rilevanza, segni specifici di una lunga sedimentazione culturale, che arrivano sino ai nostri giorni anche attraverso quegli elementi dell’abitare come la casa eoliana o i terrazzamenti delle coltivazioni di Alicudi o di Filicudi.
I primi insediamenti risalgono al V millennio a. C. e sono attestati prevalentemente nelle isole più grandi come Lipari.
Verso la metà del III millennio, con l’avvento dell’era dei metalli, la cultura della pietra levigata cede il primato alla metallurgica.
Fra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro, le Eolie vengono interessate da correnti migratorie di popoli di cultura subappenninica provenienti dall’Italia centrale.
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